La crescita esponenziale delle certificazioni per disgrafia, disortografia, dislessia, impone di chiedersi cosa stia succedendo: se i cosiddetti “disturbi specifici dell’apprendimento” siano sempre davvero dei disturbi, siano davvero specifici, se davvero riguardino la capacità di apprendere: se cioè siano connaturati, oppure frutto di evitabili carenze educative.
Per dare risposta a questo e altri quesiti fondamentali per lo sviluppo psicofisico e la formazione culturale delle nuove generazioni, ContiamoCi! organizza un corso sulla scrittura a mano, base insostituibile del processo di istruzione.Il corso sarà articolato in due incontri - sabato 26 settembre e sabato 3 ottobre 2026 - nei quali i relatori metteranno il proprio sapere e la propria esperienza a disposizione dei presenti.
Il corso non richiede particolari requisiti di accesso.
Ingrid Bortot, maestra, insegnerà perché e come insegnare il corsivo ai bambini.
Lidia Fogarolo, analista e perita grafologa, consulente tecnico del tribunale di Padova, docente di grafologia applicata, illustrerà cosa si può capire dalla scrittura dei bambini.
Introdurrà Davide Viero, insegnante di Scuola primaria.
DISPARARE IL CORSIVO. Tra epoca, medicalizzazione e nuova didattica: cosa avviene a scuola oggi? (Davide Viero)
L'abbandono del corsivo. Alcune ipotesi sulle cause epocali.
Disturbi specifici dell'apprendimento: la falsa medicalizzazione come spia della smobilitazione dell'insegnamento nella scuola odierna delle competenze.
Una breve e provocatoria introduzione.
A TUTTO TONDO: insegnare il corsivo ai bambini (Ingrid Bortot)
La scrittura è il prodotto di plurime abilità: visuo-percettive, linguistiche, metalinguistiche, fonologiche,
metafonologiche, ritmiche, motorie, grafomotorie.
La si insegna, e la si impara, coinvolgendo il corpo e la mente in un percorso fatto di esercizi mirati, di materiali e strumenti scelti, con l’accompagnamento della musica e di una storia.
Saper scrivere bene aiuta a pensare bene.
LO SPECCHIO DELLA SCRITTURA, LA SCRITTURA ALLO SPECCHIO: individuare e interpretare i segnali di disagio nella scrittura dei bambini (Lidia Fogarolo)
Attraverso l’utilizzo di una serie di precisi indici grafologici riconosciuti come indicatori standard di particolari difficoltà di adattamento all’ambiente, la grafologia è in grado di riconoscere i segnali di disagio che un bambino esprime spontaneamente nella scrittura. Infatti, ogni volta che un bambino entra in un tunnel di comportamenti ripetitivi di natura difensiva, la sua scrittura segnala l’accentuazione della modalità reattiva adottata tramite l’evidenziazione di una particolare combinazione grafologica.
La grafologia, inoltre, può assumere un ruolo rilevante in tutte le situazioni collegate a forme di sofferenza psichica difficili da esprimere a parole, quando la personalità non ha voce per individuare al suo interno il nodo problematico.
L’analisi della scrittura permette quindi di aggirare sia le difficoltà collegate alla comunicazione verbale del disagio vissuto, sia quelle dovute alla scarsa consapevolezza della propria sofferenza interiore, giacché attinge a forme di interpretazione di tipo analogico del linguaggio grafico.Sabato 26 settembre e sabato 3 ottobre 2026