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FAQ - Vaccinazione del pollame contro l’influenza aviaria

  • 8 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

1. I vaccini per il pollame contro l’aviaria sono sperimentali?

No. I vaccini utilizzati sono prodotti già autorizzati, conosciuti e impiegati da anni in ambito veterinario.
Il piano italiano è definito "progetto pilota" perché valuta l’applicazione della vaccinazione negli allevamenti, non perché i vaccini siano farmaci sperimentali.

2. Si tratta di terapia genica?

No. Non si tratta di terapia genica. Questi vaccini non funzionano come i vaccini a RNA o DNA usati durante il Covid e non modificano il patrimonio genetico dell’animale.

3. Perché si parla di vaccino “vettorizzato”?

Il termine indica l’uso di un virus innocuo per il pollame come veicolo per presentare al sistema immunitario una proteina dell’influenza aviaria.
Il virus utilizzato come vettore è geneticamente modificato per esprimere una proteina dell’influenza aviaria, ma questo non significa che l’animale vaccinato venga modificato geneticamente.
Non va confuso con i vettori virali usati in alcuni vaccini Covid.

4. Questo vaccino è simile ad AstraZeneca?

No. Il paragone con AstraZeneca è scorretto. AstraZeneca utilizzava un adenovirus non replicante; qui si parla di un virus vivo non patogeno, specifico per il pollame, già usato da molto tempo in veterinaria.

5. Che tipo di vaccino è?

Si tratta di un vaccino a virus vivo non patogeno. Il virus utilizzato è un herpesvirus del tacchino modificato per esprimere una proteina dell’influenza aviaria e stimolare la risposta immunitaria del pollame.

6. Che cos’è la proteina H5?

La proteina H5 è una proteina dell’influenza aviaria che il virus utilizza per entrare nelle cellule degli uccelli. Il vaccino la presenta al sistema immunitario del pollame, permettendo all’animale di sviluppare una risposta protettiva.

7. La proteina H5 è pericolosa come la Spike del SARS-CoV-2?

No. La proteina H5 non ha le caratteristiche della Spike del SARS-CoV-2. La sua funzione principale è permettere al virus aviario di riconoscere e agganciare le cellule degli uccelli.

8. Il virus usato nel vaccino può infettare l’uomo?

Il rischio per l’uomo è estremamente remoto. Il virus utilizzato è specifico per il pollame e non è considerato patogeno per l’essere umano.

9. Carne e uova di animali vaccinati sono sicure?

Non ci sono elementi scientifici che indichino un rischio per chi consuma carne o uova provenienti da animali vaccinati con questi prodotti.

10. Esiste un rischio legato ai prioni?

No. Il tema dei prioni non è pertinente alla vaccinazione del pollame contro l’aviaria.
Nella fauna avicola e nel pollame il problema dei prioni è considerato inesistente. Le ipotesi che collegano questi vaccini allo sviluppo o alla trasmissione di proteine prioniche sono prive di fondamento scientifico.

11. L’influenza aviaria passa facilmente all’uomo?

No. Il passaggio all’uomo è raro e richiede generalmente un’esposizione intensa e prolungata ad animali infetti. La trasmissione efficace da uomo a uomo non è una caratteristica dell’attuale quadro dell’aviaria.

12. Perché si è creata tanta preoccupazione?

La preoccupazione nasce dall’uso di termini tecnici come “DNA”, “virus modificato”, “vettore” e “terapia genica”. Questi termini, se non spiegati correttamente, possono generare confusione e allarme ingiustificato.

13. Qual è il punto centrale da ricordare?

Il punto centrale è semplice: questi vaccini non sono terapie geniche, non sono vaccini Covid, non modificano geneticamente l’animale e non rappresentano un pericolo documentato per il consumatore.

14. Questo elimina ogni problema legato agli allevamenti intensivi?

No. La sicurezza di questi vaccini è un tema distinto dai problemi degli allevamenti intensivi. Restano aperte questioni importanti su qualità degli allevamenti, benessere animale e modelli produttivi.

15. Le valutazioni possono cambiare in futuro?

Sì. La scienza si basa sull’aggiornamento continuo delle evidenze. Ad oggi, però, i dati disponibili non giustificano allarmismi su questi vaccini.

16. Qual è il messaggio per i cittadini?

È corretto informarsi, fare domande e mantenere uno spirito critico, ma è importante distinguere i rischi reali dalle paure infondate. Lo scetticismo è utile quando porta a verificare dati, fonti ed evidenze. Su questo tema servono informazioni verificabili, confronto razionale e comunicazione chiara, non allarmismo o pregiudizi.

17. Qual è la posizione di ContiamoCi!?

ContiamoCi! è stata chiamata da molti cittadini a esprimere una valutazione su questi vaccini. Le conclusioni riportate in queste FAQ derivano dall'analisi delle evidenze scientifiche attualmente disponibili e dal confronto con esperti del settore.
L'obiettivo dell'associazione è contribuire a un dibattito pubblico informato, attraverso l'analisi critica delle evidenze disponibili e nel rispetto del metodo scientifico.  Qualora emergessero nuove evidenze rilevanti, le valutazioni potranno essere aggiornate di conseguenza.
 
 
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