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Contro la delibera della Regione Lombardia

La delibera della Regione Lombardia approvata all’unanimità in data 8 novembre 2022 “concernente le indicazioni per il reintegro degli operatori sanitari no-vax” rappresenta un insulto alla scienza, alle istituzioni e al buon gusto.

È scandaloso che un organo democratico e rappresentativo come l’assemblea regionale si allinei al gergo corrivo della peggiore propaganda ideologica, facendo proprio il termine spregiativo e tendenzioso di NO-VAX per riferirsi a professionisti dediti all’esercizio del proprio lavoro in scienza e coscienza e che, scevri da pressioni politiche e conflitti di interesse, semplicemente hanno ritenuto di valutare criticamente il rapporto rischio/beneficio in relazione alla terapia genica sperimentale per il trattamento del COVID-19.

Altrettanto grave e grossolano l’argomento numerico utilizzato: la circostanza che i professionisti reintegrati rappresentino una quota minoritaria del personale sanitario di certo non autorizza nessuno a relegarli in luoghi di lavoro che non corrispondono alle loro qualifiche professionali.

Tutto ciò dimostra in modo plateale come la delibera regionale poggi esclusivamente su di una logica discriminatoria e punitiva, non certo su basi scientifiche né sulla attenzione alla salute dei pazienti.

Ci chiediamo inoltre come la Regione Lombardia possa calpestare diritti costituzionalmente garantiti e disattendere un provvedimento generale del Governo per inseguire le volatili opinioni di una fondazione privata (GIMBE), di un sindacato o della FNOMCeO.

Opinioni che non sono supportate da alcuna comprovata documentazione scientifica. La stessa Pfizer, infatti, ha nuovamente ammesso, per bocca della responsabile per i mercati internazionali Janine Small, come non siano mai stati condotti studi sulla capacità del farmaco di impedire il contagio. E tutto ciò trova riscontro nei dati emersi relativamente ai contagi tra gli operatori sanitari nelle strutture del SSN che avvengono, con diverse reinfezioni, tra soggetti completamente vaccinati (con tre dosi o addirittura quattro).

Il sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! e l’associazione ContiamoCi! chiedono pertanto il ritiro immediato della delibera in questione e invitano la magistratura ed il Governo a intervenire affinché si ponga fine a questa irrazionale quanto pericolosa deriva discriminatoria.

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