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Riflessioni sul SSN – “E alla fine piovve” del Dott. Dario Giacomini

E ALLA FINE PIOVVE


Art. 32 comma 1 della Costituzione della Repubblica Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Anno 1947.


Anno 2022, esattamente 75 anni dopo, certifichiamo il fallimento del Sistema Sanitario Nazionale e la compromissione del diritto alla salute di ogni cittadino.


I numeri sono impietosi e ormai anche la stampa non può più voltarsi dall’altra parte. Mancano 70.000 sanitari a livello nazionale, negli ultimi 3 anni, tra dimissioni e pensionamenti, sono venuti meno 21.000 medici, circa 100 tra medici ed infermieri si licenziano ogni mese in Italia.

E questa è la punta dell’iceberg. Perché chi resta avverte comunque forte il desiderio di cambiamento. Carichi di lavoro aumentati, burnout, telemedicina che invade la vita privata, burocrazia, scarse possibilità di aggiornamento e di carriera, retribuzioni inadeguate, sono solo alcune delle tante problematiche che affliggono il settore.

Che ormai è al collasso.

Da un documento del 2009 della Fondazione GIMBE leggiamo cosa è il Governo Clinico. Esso è una “strategia mediante la quale le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualità dei servizi e del raggiungimento-mantenimento di elevati standard assistenziali, stimolando la creazione di un ambiente che favorisca l’eccellenza professionale”.

È lampante che così non è e non è mai stato. Al profluvio di parole e documenti, e leggi e decreti, opponiamo la cruda realtà.

Oggi il sistema sanitario italiano non ha raggiunto alcun obiettivo pomposamente prefissato, anzi è regredito pesantemente in qualità e si è drammaticamente ridotto in unità. E, se si riteneva che questo fosse prevalentemente un problema del Mezzogiorno, l’onda lunga della pandemia lo ha definitivamente slatentizzato anche nelle regioni presuntamente virtuose del Nord.

Complice una politica nazionale e regionale che, indipendentemente dal colore politico, nella sanità ha visto solo uno strumento di controllo e di gestione del potere, dove budget e numero di prestazioni erogate sono gli unici criteri di valutazione.

E ora che la stalla è vuota (o quasi), si alzano alte le grida delle prefiche.

ContiamoCi! e il suo sindacato Di. Co. Si. ContiamoCi! hanno da sempre puntato il dito sui problemi strutturali della Sanità: facili cassandre, perché noi negli Ospedali, negli Ambulatori, sul territorio, ci lavoriamo. Noi sappiamo e abbiamo sempre saputo cosa non va. Lo abbiamo denunciato. Lo abbiamo scritto. Lo stiamo dicendo in ogni assemblea ordinistica.

La risposta?

Il silenzio o la risposta pilatesca: “dobbiamo rispettare gli ordini che arrivano dall’alto”.

Ecco cittadini, ecco come hanno ridotto il nostro SSN, ecco come si prendono cura della vostra salute. Disposizioni calate dall’alto acriticamente accettate e messe in pratica da chi dovrebbe, invece, essere garante della professione.

E se mancano i medici? Responsabilizziamo e specializziamo gli infermieri. E se mancano gli infermieri? Responsabilizziamo e specializziamo gli OSS. E se mancano anche loro? Ma il mondo è grande, chiamiamo personale dall’estero.

E al paziente, chi ci pensa?

Perché, a qualcuno lì in alto ancora interessa?

Ma che domande sciocche ci e vi poniamo.

Vi sveliamo un segreto. I sanitari mancano perché ci sono alcune migliaia di loro che, da sediziosi impenitenti, non si sono piegati acriticamente all’obbligo vaccinale e ora sono “tra color che son sospesi". Professionisti senza cuore che durante la crisi pandemica hanno avuto il cuore di non abbandonare mai i propri pazienti, di andare a trovarli nelle loro case quando vigevano “distanziamento” e “vigile attesa” e di curarli in scienza e coscienza anche al di fuori dei protocolli ministeriali.

Troppo Umani, questi sanitari. Capaci anche di smentire la fatwa estiva del Dragone: “se non ti vaccini, ti ammali e muori”. E invece sono ancora qui, la gran parte ammalati e poi guariti, ma ancora privati del proprio diritto al lavoro.

E giustamente, come conferma la Guardia di Finanza. Che non ha trovato di meglio da dire, in un comunicato al Corriere del Veneto, dopo aver posto i sigilli ad un ambulatorio, che il suo operato (quello della Finanza) “tende a garantire……soprattutto uguali condizioni di lavoro per tutti gli operatori sanitari, in un’ottica di rispetto dei principi di libera concorrenza e tutela della gran parte dei professionisti onesti e rispettosi delle regole”.

Lo avete capito, cittadini onesti?

Questa sparuta truppa di sanitari droga il mercato, fa dumping salariale, uccide la concorrenza. Poi magari vi curerebbe anche bene, ma questo non conta.

Contano gli ordini e a quelli si risponde in un solo modo: OBBEDISCO!

Noi di ContiamoCi! rispondiamo solo a alle ragioni del cuore.

E ci troverete sempre al fianco del paziente.

Tanto tuonò che piovve, ma noi siamo l’ombrello.


Dario Giacomini



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